LINGUADOCA E CAMARGUE, là dove soffia il mistral

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LINGUADOCA E CAMARGUE, là dove soffia il mistral

19/04/2018 Europa Itinerari e Proposte Viaggio 0
cavalli di razza camargue liberi nelle sansouries

Il nostro viaggio nella Languedoc, con qualche sconfinamento in Provenza, sarà un viaggio ricco di storia, di cultura, di tradizioni popolari e di natura. Passeremo dai resti dell’Impero Romano, ai castelli medievali, dalle residenze papali alle opere di Van Gogh, dalle feste gitane alle corride. E concluderemo con la natura selvaggia della Camargue, terra di dolci praterie e aspre paludi, di possenti tori, indomabili cavalli ed eleganti fenicotteri. Terra meravigliosa e sorprendente, sferzata dal costante soffio del mistral.

tipo di percorso: storico – naturalistico

km percorsi: 350 + 1100 per andata e ritorno da Torino

modalità di viaggio: auto (+ eventualmente bicicletta)

durata: 7-10 giorni

quando andare: aprile-metà giugno per vedere i fenicotteri (aprile ci sono meno zanzare)

budget: 40€/persona/notte in 2 (30€ in 4) + 30€ circa biglietti per attrazioni + 80-100 € carburante

come arrivare: In aereo. Aeroporto internazionale più vicino è quello di Tolosa, da qui noleggiate un’auto e raggiungete Carcassonne (95 km – 1h15’). In auto. Da Genova (665 km – 6h40’), o da Torino, passando per la Val Susa (681 km – 6h45’) o da Ventimiglia (tragitto più lungo). Stesso discorso vale per il ritorno, ma con partenza da Arles, la nostra ultima tappa. Da qui ci sono circa 450 km per Genova e 420 km per Torino.

Se durante i viaggio di andata o ritorno (in auto) volete aggiungere una tappa extra, consiglio: per chi passa dalla Val Susa, Briançon, poco prima del confine italiano e per chi passa da Ventimiglia, una località a scelta nella splendida Costa Azzurra.

noleggia un’auto…

Ultimo appunto prima di partire: questo tour si può facilmente unire a quello “Provenza e Costa Azzurra”, formando così un unico grande tour nel Sud della Francia.

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  • Tappa n° 1: Carcassonne

  • Tappa n° 2: Montpellier (km 155 – 1h45’ )

  • Tappa n° 3: Nìmes – Avignon (km 113 – 2h)

  • Tappa n° 4: Arles (km 43 – 45’) + Parco della Camargue (75 km A/R Saint Marie de la Mer)

Tappa n°1

La nostra primissima tappa è Carcassonne. È un po’ defilata rispetto agli altri punti del nostro tour ma è assolutamente imperdibile.

Carcassonne è una cittadina che conta poco meno di 50 mila abitanti e accoglie circa 3 milioni di visitatori l’anno che vengono qui per visitare la sua meravigliosa cittadella medievale, patrimonio UNESCO dal 1997. Questa è costituita da un antico borgo circondato da una doppia cerchia di mura dai cui spiccano ben 53 torri. È la rappresentazione perfetta della città medievale che tutti quanti immaginiamo e questo ha fatto sì che sia stata utilizzata come set di numerosi film, tra cui il più famoso nel 1991: “Robin Hood – Principe dei ladri” con K. Kostner e M. Freeman in cui la cittadella ha vestito i panni di Nottingham.

Tra le due cerchia di mura si snoda una passerella lunga 3 km che è possibile percorrere godendosi il panorama e ammirando le testimonianze delle varie epoche che questa città ha vissuto: dai suoi albori in epoca gallo-romana (a cui risalgono le prime mura), fino ad arrivare alle ultime importanti modifiche e aggiunte tra il XIII e XIV secolo. È stata più volte restaurata ed è per questo che è uno siti medioevali meglio conservati di Francia.

Da non perdere:

il Ponte Vecchio, che attraversa il fiume Aude e da’ accesso alla cittadella; Chateau Comtal (XI – XII secolo) con le bertesche e il cammino di ronda da cui godrete una vista meravigliosa sulla cittadella; la Porte Norbonnaise, la Basilica di Saint Nazaire, tra le più belle del sud della Francia con un perfetto mix tra l’architettura in arte romana (XI – XII sec.) e le vetrate in arte gotica (XII – XVI sec.)

Da segnalare l’altro sito “Patrimonio dell’umanità” di Carcassonne, ovvero il Canal-du-Midi. Si trova all’altro capo della città ed è una delle opere di canalizzazione più famose d’Europa, costruito all’epoca del Re Sole per collegare il Mediterraneo e l’Atlantico. Volendo si può partecipare ad una delle tante crociere sul canale.

Tappa n°2

La seconda tappa ci porta a Montpellier, capitale della Linguadoca, una città universitaria, giovane e vibrante, perfetta per tornare alla realtà dopo il salto nel passato di Carcassonne. Il centro storico è completamente chiuso al traffico: circolano solo bus e tram (abbonamento giornaliero da € 4,30).

Il modo migliore per scoprire la città è passeggiare per le vie del centro: troverete bar e ristoranti, ottime idee per lo shopping e vi imbatterete in monumenti, chiese e fontane; per citare alcuni punti d’interesse: Place de la Comèdie, Place Royal du Peyrou, chiesa di Saint Roch, l’arco di Trionfo, la Cattedrale, i Giardini botanici….

Tappa n°3

La terza tappa ci porta ad Avignon passando per Nìmes.

Da non perdere a Nìmes,  una passeggiata in centro dove troverete l’arena. È un anfiteatro romano, risalente al I° secolo, di forma ellittica. Misura all’incirca 133 per 100 metri e raggiunge un’altezza di 21. È perfettamente conservato tant’è che, con i suoi 13 mila posti a sedere, viene utilizzato ancora oggi per numerosi spettacoli e per le corride di tori (tradizione tipica locale).

Altra attrazione da non perdere sono Le Jardins de la Fontaine. Uno dei più antichi parchi pubblici d’Europa. Furono realizzati nel 1745 sui resti di un antico sito di epoca gallo-romana che comprendeva un tempio e un teatro. Durante i lavori vennero poi scoperti il Tempio di Diana e la Torre di Magne che oggi sono le attrazioni principali del parco insieme ai Bagni Romani e alle fontane. Sono gratuiti e aperti tutti i giorni dalle 7.30 alle 22.30 in estate e dalle 7.30 alle 18.30 in inverno.

Proseguiamo in direzione Avignon.

Prima di arrivare alla cittadina bisogna assolutamente fare una deviazione verso il Pont du Gard: un grande acquedotto romano del 17 a.C. e patrimonio UNESCO dal 1985. Fatto costruire da Agrippa sotto il regno di Augusto, misurava 50 km di lunghezza e aveva una portata di 20 mila metri cubi d’acqua al giorno. L’acquedotto era situato al livello più alto (il 3°) mentre su quello più basso passava una strada. Ogni ne rimangono intatti solo 275 m costituiti da 6 arcate nel livello inferiore, 11 in quello intermedio e 35 nel livello più alto, per un totale di 49 metri di altezza.

Si arriva infine ad Avignon.

La cittadina si sviluppa sulla sponda sud del Rodano ed è proprio sul Rodano che si trova il famoso Pont d’Avignon, una delle principali attrazioni. Costruito a fine XII secolo, era costituito da 22 campate e lungo 915 metri. Venne più volte distrutto e ricostruito fino all’ultimo crollo, durante la piena del Rodano del 1669, che risparmiò solamente le 4 campate che sono presenti ancora oggi.

Poco lontano troviamo l’altro grande sito d’interesse della città: Palais des Papes.

Fu costruito tra il 1300 e il 1377, periodo durante il quale Avignon fu residenza di vari papi. Inizialmente occupava una superficie di 11 mila metri quadrati, ma fu più volte ampliato raggiungendo gli odierni 15 mila mq che lo rendono il complesso di architettura gotica più esteso al mondo. Si compone di vari edifici, divisi in due grandi aree (Palazzo Vecchio e Palazzo Nuovo), tra cui la zona della residenza papale, le cucine, varie cappelle e chiostri interni. Conta inoltre ben 12 torri.

Il Ponte e il Palazzo dei Papi sono visitabili con un unico biglietto (adulto da € 14,50) tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.45, con estensioni di orario in estate.

Da segnalare anche la Cattedrale di Notre-Dame des Doms, edificata nel 1150 e completata nel XVII secolo,sorge su una sporgenza rocciosa elevata, a fianco al Palazzo dei Papi.

Tappa n° 4

L’ultima tappa del nostro viaggio ci porta ad Arles, città di grande valenza storica nonché nostro punto di partenza per la visita al parco della Camargue.

Arles fu una delle metropoli più fiorenti della Gallia, poi una delle capitali dell’Impero Romano in epoca costantiniana e capitale del Regno di Arles durante il Medioevo. Patrimonio dell’Umanità dal 1981, è stata d’ispirazione a svariati artisti tra cui Bizet, Francesco Cilea, Dante che la nomina nella Divina Commedia e Vincent van Gogh che visse qui nel 1888-1889 e le dedicò alcuni quadri.

Da non perdere l’arena. Risalente alla fine primo secolo, era il più grande anfiteatro della Gallia ed è considerato la più antica Plaza de Toros al mondo. Oggi può contenere 12 mila spettatori e qui (dal 1928, ogni primo lunedì di luglio) si svolge la più importante e prestigiosa manifestazione della Course Camarguaise: una specie di corrida il cui scopo non è uccidere il toro, bensì riuscire a prendere le varie coccarde che gli vengono messe addosso.

Camminando per le vie del centro storico si incontreranno, inoltre, il teatro antico, la cattedrale, le terme di Costantino, il parco Le Jardin d’etè, i resti della necropoli di Alyscamps e numerose altre testimonianze della gloriosa storia di questa città.

Da segnalare è anche l’Abbazia di Montmajour, 4 km a nord-est delle città. È un complesso composto da edifici di varie epoche storiche: i principali sono l’eremo (XI secolo), il monastero medievale (XII secolo), la torre di vedetta (XIV secolo) e un secondo monastero di inizio XVIII secolo.

Ed eccoci finalmente alla parte naturalistica del nostro tour, ovvero il Parco Regionale della Camargue.

Questo parco, diventato tale nel 1970, copre l’area compresa tra il Mediterraneo e i due bracci in cui il Rodano si divide poco prima della città di Arles. Quella del delta del Rodano, con i suoi 930 kmdi cui oltre 800 inclusi nel parco, è la zona paludosa più grande dell’Europa occidentale.

Si distinguono, all’interno della zona, 3 principali tipi di habitat:

  1. i boschi, che pur essendo l’habitat meno diffuso sono di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle specie animali che vivono qui;
  2. le sansouries, ovvero praterie dal suolo salato dove cresce principalmente salicornia (pianta carnosa che ama i suoli salini) e dove pascolano liberi i tori e i celebri cavalli bianchi della razza Camargue; 
  3. le paludi, che sono sicuramente il paesaggio più diffuso nella zona nonché il più noto nell’immaginario comune.

Il paesaggio è tuttavia in continua trasformazione poiché il Rodano trasporta verso la foce circa 20 milioni di metri cubi di melma ogni anno che si deposita nella zona litorale cambiando la conformazione delle paludi e facendo arretrare il fronte marino.

Tra le specie vegetali più diffuse e caratteristiche della zona troviamo la già nominata salicornia, la lavanda di mare, le tamerici e i salici nonché un gran quantità di canneti.

Per quanto riguarda gli animali, oltre alle ferocissime zanzare, troviamo i pittoreschi tori e cavalli che vivono allo stato brado e oltre 400 specie di uccelli, ospitate in gran parte nel Parco Ornitologico del Gard. Tra le varie specie sicuramente la più famosa sono i fenicotteri rosa che qui si riuniscono durante la stagione degli accoppiamenti, tra aprile e metà giugno. Si stima che la colonia qui presente conti tra le 10 mila e le 15 mila coppie di esemplari ogni anno.

Il parco Regionale della Camargue è visitabile gratuitamente seguendo i numerosi percorsi pedonali e ciclabili. Il Parco Ornitologico del Gard è invecie visitabile acquistando il biglietto d’ingresso a partire dal prezzo di € 8,50 per adulto, tutti i giorni a partire dalle ore 9.00 fino alle 17.30 in inverno o 19.00 in estate.

Il principale centro abitato della zona è Saintes-Maries-de-la-Mer,

una piccola cittadina di casette imbiancate a calce. Qui tutti gli anni il 24 – 25 maggio si radunano i pellegrini gitani di tutto il mondo per festeggiare e portare in processione la statua di Sara (serva di Maria), patrona dei rom. Questa statua è custodita nella chiesa di Saintes-Maries, dedicata appunto, non a una, ma a ben due Marie ovvero Maria Jacobè e Maria Maddalena. Dal tetto della chiesa si ha una visione a 360° su tutta la zona.

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